Il museo

Il museo Mario Testorelli

Dagli anni '60 del Novecento Mario Testorelli iniziò a raccogliere oggetti della cultura alpina locale, corredati da schede descrittive, fotografie e filmati che ne documentassero le modalità di utilizzo e i sistemi di pensiero che si celavano dietro ad essi. Il materiale raccolto costituirà la preziosa collezione del Museo Vallivo Valfurva, inaugurato nel 1979. Il Museo, oggi intitolato al suo fondatore, doveva essere nelle intenzioni del Maestro Mario, non solo un contenitore di oggetti etnografici ma un vero e proprio Centro di Studi Alpini.

Testorelli faceva parte di una generazione di "museografi selvaggi"...



Ricordo di Giovanni Kezich - Direttore del Museo degli usi e costumi della gente trentina


Gli oggetti conservati al Museo raccontano la storia della Valfurva e molti ci parlano proprio di Mario Testorelli: lo schiaccia patate, la cartella di legno, la cinepresa e il telaio di famiglia, solo per citarne alcuni...

Scritti di Mario Testorelli



Lo schiaccia patate

È stato il primo oggetto della collezione museale. Negli anni di insegnamento presso le classi sesta, settima ed ottava (istituite in alcune province alpine negli anni '60) il Maestro Mario Testorelli, nel 1964, chiese ai suoi alunni di compiere piccole ricerche su vecchi oggetti che le famiglie avevano in casa; uno degli oggetti raccolti e descritti da uno scolaro fu proprio lo schiacciapatate, curioso oggetto che ha dato vita al Museo Vallivo Valfurva.

Il pezzo n.1 della collezione del Museo Vallivo Valfurva




La cartella di legno

Scriveva Mario Testorelli, nel 1990, nell' intoduzione alla Guida del Museo Vallivo Valfurva: "Sono vissuto in un villaggio, Sant'Antonio, completamente distrutto da un vorace incendio il 10 aprile 1899. Le case dei miei genitori finirono nel rogo; mia mamma -sette anni- salvò solo la sua piccola cartella di legno, custodita ora al Museo".

La cartella salvata dalle fiamme



Cinepresa e fotocamera

Al lavoro di raccolta di oggetti, Mario Testorelli affiancó un'importante opera di documentazione fotografica e filmica degli antichi mestieri e della vita degli abitanti della Valfurva. È grazie alla sua passione per cineprese e macchine fotografiche che oggi possiamo conoscere gesti e operazioni, saperi artigianali e modi di stare al mondo da noi lontani o completamente scomparsi.

Ricerca etnografica e documentazione filmica





Telaio

Il telaio interamente realizzato in legno, riporta marchiate a fuoco le iniziali di Testorelli Battista, padre di Mario Testorelli. Il cognome Testorelli, di origine professionale, deriva da latino "textor", tessitore. Probabilmente l'arte di tessere era dunque mestiere di famiglia da generazioni. Nelle numerose fotografie e filmati realizzati da Mario e riguardanti il lavoro al telaio si possono osservare le sue sorelle che, con perizia e grande abilità fanno uso di questa imponente macchina, vera e propria opera di ingegneria lignea.

TB - Il telaio di Testorelli Battista